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martedì 22 dicembre 2009

mostra a casa Melis


Questa settimana i miei ultimi lavori sono esposti a casa Melis (Capoterra), insieme alle opere della pittrice Valeria Ballestrazzi (Balleva) e di altri artisti...
Tutti i giorni h. 17,00 - 21,00

Dea Madre - tecnica mista su tela 70x100

martedì 27 gennaio 2009

Jana


Appena li vide, si mise a danzare davanti a loro, catturandone l’attenzione. La jana maistra era stata chiara: ”Se decidi di vivere con un umano, perderai tutti i poteri.” Lo sapeva, e ne soffriva, ma l’amore per quel premuroso contadino era tale… I briganti avevano devastato più volte il villaggio, giungendo di sorpresa, veloci e precisi come locuste. I poveri contadini non avevano mai avuto il tempo di organizzare una difesa. Ma, questa volta, i briganti fermarono il loro impeto di fronte alla sensuale ed armoniosa danza della piccola fatina: e lei danzò, fino allo sfinimento. Volteggiò con una musica del suo popolo nelle orecchie, e l’immagine del contadino nel cuore: tempo, serviva tempo…Quando le minuscole ali non ebbero neanche la forza di sorreggerla, i briganti persero ogni interesse per quel minuto esserino e volsero lo sguardo verso il villaggio da depredare… Solo allora si accorsero di essere circondati dai contadini armati di forconi e roncole, decisi a porre fine alle scorribande.


Jana - acrilico su tele e legno 40x101

sabato 10 gennaio 2009

Janas

Un contadino che passeggiava nel bosco, sentì un lamento sotto le foglie ai margini del sentiero. Incuriosito, si chinò e scoprì una piccola fatina. "Sono una Jana, stavo fuggendo dai cani dei cacciatori, ma sono troppo stanca per raggiungere la mia casa". "Ti ci porterò io, se mi indichi la direzione". " Sali con nuovi occhi e troverai la mia casa". Il contadino sorrise. "Non preoccuparti, conosco come le mie tasche questa montagna, potrei salirvi ad occhi chiusi". E s'incamminò. Salì tutto il giorno, ed al tramonto, si addormentò sotto una grande quercia. La mattina, si risvegliò esattamente nel posto in cui aveva trovato la jana. "Non capisco, eppure non mi pare d'esser mai sceso". "Se ancora vuoi accompagnarmi a casa, sali con nuovi occhi". " Ho capito, questa volta sarò più attento". Il contadino salì tutto il giorno, ed al tramonto si addormentò di nuovo sotto la grande quercia. L'indomani, si risvegliò ancora nel posto in cui aveva trovato la jana. "Stavolta sono sicuro di essere salito, senza mai tornare sui miei passi: questa deve essere una magia...". "Se vuoi davvero accompagnarmi, devi salire con nuovi occhi". Disse nuovamente la piccola compagna: allora, il contadino si sedette a riflettere sulle sue parole . "Se cammino non giungo da nessuna parte e, se rimango fermo qui, non raggiungerò mai la sua casa. A meno che..." Chiuse gli occhi e girandosi attorno, cercò la direzione giusta con il cuore. "Ora ho capito le parole della fatina". Riaprì gli occhi e sopra la sua testa riuscì a vedere tante janas, i loro rifugi sugli alberi, ed i ripari fra le rocce ai suoi piedi. Prese la fatina fra le mani..."Sono giunto alla tua dimora, ora posso congedarmi e tornare, finalmente, presso la mia". " Sei un brav'uomo, il mio ringraziamento ti sarà d'aiuto". Il contadino salutò la jana e s'incamminò verso casa con passo leggero e mani in tasca. Proprio in una tasca toccò qualcosa che prima non c'era: la tirò fuori e si ritrovò in mano un rubino grosso come una ghianda. Il ringraziamento della jana.

Janas. Danza notturna - tecnica mista su tela e legno 40x101